L’intento nel Reiki

Quando si parla della Legge dell’Attrazione, si dice che i pensieri attraggono a noi ciò a cui pensiamo. Penso che sia vero anche nel Reiki: quando vogliano fare Reiki, lo facciamo con un intento.

Cos’è l’intento?

Ma cos’è l’intento? Il dizionario lo definisce come il fine, l’obiettivo da raggiungere. Dunque l’intento nel Reiki significa definire – prima del trattamento – un obiettivo da raggiungere quando diamo l’energia vitale a una persona, cosa o situazione.

Ci sono due aspetti importanti nell’intento da scegliere prima di dare o inviare Reiki a qualcosa o qualcosa:

Il primo intento riguarda la preparazione pratica: lavarsi le mani prima, disporre di un lettino comodo, cuscini e coperta, aiutare la persona a sentirsi a suo agio, effettuare vari rituali di preparazione, accendere dell’incenso o una candela, ecc.

Il secondo intento concerne il come si compie il trattamento, perché è l’intenzione con cui si dà l’energia che modifica la sua frequenza. Ed è di questo aspetto che voglio parlare.

L’energia delle emozioni e dei pensieri

Sappiamo che i pensieri e le emozioni sono forme di energia.

La mente produce una vibrazione tramite il pensiero. Abbiamo tutti moltissimi pensieri durante il giorno (dicono circa 40.000 o anche più) e la maggior parte di essi sono semplici e senza uno scopo specifico. Mentre pochi altri sono focalizzati con un laser e ci portano ad effettuare un’azione.

Mentre il chakra del cuore ha un’altra frequenza che crea le emozioni, le quali sono “sentite” nelle diverse parti del nostro corpo. La risposta che percepiamo di fronte alle nostre emozioni proviene spesso dai chakra inferiori, in particolare dal plesso solare (fiducia in se stessi o mancanza di fiducia), dal chakra sacrale (tristezza o gioia) e dal chakra radice (paura o senso di sicurezza).

L’intento si crea con l’unione dell’energia di un pensiero e quella di un’emozione, come se le due energie lavorassero insieme verso lo stesso obiettivo.

Pertanto, quando le frequenze di mente-pensiero e cuore-emozione agiscono insieme:
– stiamo scegliendo un pensiero che è diretto verso uno scopo definito,
– il quale utilizza la frequenza dell’emozione provata,
– e allo stesso tempo, l’emozione fa muovere il pensiero verso il traguardo.

Per esempio, quando ti fai un auto-trattamento, utilizzi l’intento per far scorrere il Reiki nel tuo corpo. Il pensiero è quello di farti del bene, mentre l’emozione è quella della gioia all’idea di farti del bene. Il risultato desiderato è il benessere che deriva dalle altre componenti: pensiero, emozione e azione.


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L’intento positivo

La difficoltà risiede nel fatto che avere un intento positivo non è sempre facile, anche perché ci limitiamo da soli con le nostre emozioni e pensieri cosiddetti negativi. Se crediamo che una cosa non sia possibile, ci stiamo dando la zappa sui piedi da soli, ancora prima di iniziare. Infatti, se crediamo che Reiki non possa aiutarci, perché farlo? Se pensiamo che una persona non possa migliorare, perché darle Reiki?

Ma se invece iniziamo a darci una possibilità, ad aprire la mente e guardare oltre, allora l’obiettivo insito nell’intento iniziale ha una possibilità per realizzarsi. Perché, ripeto: “Dove va il pensiero, l’energia scorre“. In altre parole, se decido di dare il Reiki (il pensiero), sento fluire l’energia nelle mani.

Perciò la cosa migliore sarebbe quella di dare Reiki con l’intento di essere un semplice canale per l’energia vitale. Da sola, quest’ultima agirà poi dove la persona ne avrà più bisogno, senza limitarla con le nostre convinzioni limitanti ed altre aspettative.

Scegliere l’intento nel Reiki

Come scritto sopra, usare l’intento è molto semplice, ma occorre sceglierlo.

Come fare? Ci centriamo per qualche minuto, lasciamo che i pensieri si calmino, l’emozione positiva si trova nel cuore e ci concentriamo soltanto sull’energia amorevole che vogliamo dare mentre fluirà l’energia del Reiki.

E’ un po’ come se stessimo dirigendo l’affetto e l’apprezzamento nel flusso di Reiki e nella persona o situazione che abbiamo deciso di trattare. Le frequenze del pensiero, dell’emozione e del Reiki si fonderanno sinergicamente per creare un flusso sanatore.

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