Nathalie Aurouze
crescita personale e benessere olistico

reiki e consenso

Reiki e il consenso

Ho notato che le tecniche olistiche hanno quasi tutte un aspetto comune: dobbiamo avere il consenso dell’altra persona per poterla aiutare. Eppure questa regola è probabilmente una tra le più trasgredite, per cui ho voluto affrontare il Reiki e il consenso, per aiutarti a comprendere l’importanza del consenso stesso.

Cos’è il consenso

Nel vocabolario Trecccani, la parola “consenso” viene da “consentire“, perciò significa agire nello stesso senso, essere d’accordo, su una determinata azione o situazione. Inoltre mi viene anche da scrivere “con-sentire”, cioè avere lo stesso sentire dell’altra persona e, di conseguenza, rispettare il suo volere.

Partendo da questa definizione, ho però incontrato moltissime persone che si arrendono al piacere di voler aiutare gli altri contro la loro volontà e, per me, questo risulta essere una violazione del libero arbitrio (che il il mio o il tuo), nonché una non-comprensione delle Leggi del l’Universo. In effetti, le conseguenze possono essere importanti per chi viola questa legge:
– sia per chi riceve l’energia non richiesta,
– sia per chi ha inviato energia senza aver ricevuto l’autorizzazione.

Il desiderio di aiutare

La prima domanda che mi pongo è: perché vorresti dare il tuo aiuto, ad esempio inviare Reiki a distanza, anche se non ti viene espressamente richiesto?

Avrai notato anche tu che, nella nostra società, il desiderio di aiutare gli altri è considerato una qualità, però quando non il tuo aiuto viene imposto, mi sembra una faccenda del tutto diversa!
A te piacerebbe, ricevere un aiuto che ti viene imposto da un’altra persona, solo perché lei pensa che tu ne abbia bisogno?

Sentirti superiore

Se analizziamo il motivo profondo del desiderio di dare aiuto, dentro di te potresti riconoscere che, in realtà, questo desiderio deriva più dal voler stare bene con te stessa che dal rispetto che provi per l’altra persona.

Sì, siamo sinceri, vorresti sentirti importante e ricevere la sua gratitudine perché ti stai prodigando per lei.
Per questo credo che la ragione potrebbe nascondersi dietro al voler sentirti superiore e, se sei onesta con te stessa, potresti perfino ammettere di pensare: “tu non riesci ad aiutare te stessa, ma io so di poterti aiutare!
E in questo caso, il senso sottointeso che non viene espresso è “io sono migliore, sono più capace di te, ecc.”.

Voler cambiare l’altro

Un altro motivo potrebbe risultare dall’aver riconosciuto nell’altra persona un aspetto di lei che tu non accetti (o in parte o completamente) e, quindi, vorresti “cambiarla”.
Perché? Forse ti credi migliore di lei?
Vorresti forse che la tua amica si vestisse come te, partecipasse allo stesso corso, avesse una famiglia che assomigli alla tua? Oppure non vedi le sue qualità e vorresti vederla cambiare in modo che si adattasse al tuo modo di essere e fare, perché li ritieni migliori?

Devi sapere che tutto quello che vedi negli altri è solo un riflesso di ciò che tu hai dentro di te. In altre parole, le persone della tue vita ti fanno da specchio e ti rimandano tutto ciò che ami o non ami di te stessa.
Ad esempio, se critichi te stessa per un tuo difetto immaginario (anche in modo inconsapevole), potresti vedere lo stesso difetto nella tua amica e cercare di fare di tutto per farla cambiare.

Le parole tipiche che vengono pronunciate in questi casi sono: “Lo faccio per il tuo bene”. Inoltre, la persona che riceve il tuo “non gradito aiuto” si pone in una posizione di difesa e riduce quindi il potenziale beneficio che potrebbe ricevere dalla tua intraprendenza.  

Le conseguenze karmiche del fare Reiki senza il consenso

Qualsiasi sia la base per voler aiutare una persona senza il suo consenso, ti pongo la domanda domanda seguente: “conosci le conseguenze a livello karmico quando invii Reiki a distanza senza il consenso dell’altra persona?

Quello che forse non sai sul karma

Oggi si parla molto di karma, senza sapere cosa sia né come funzioni.

Karma è una parola in Sanscrito che significa “frutto delle azioni compiute da ogni essere vivente“. Per cui, ogni azione che hai compiuto, che compi oggi o che farai nel futuro, ha avuto, ha o avrà una conseguenza.

Infatti, ogni tua azione riceverà una conseguenza, che tu ne sia consapevole o meno. Forse oggi, non riesci a capire quale ritorno potrai avere né a comprendere la portata dei tuoi pensieri e azioni. Ma ci saranno, questo è sicuro, nel bene e nel male.

Avere consapevolezza

Mi rendo conto che avere la consapevolezza dello scopo delle proprie azioni e intenzioni non sia sempre facile. Credo sia un atteggiamento che puoi far maturare nel tempo, fermandoti prima di agire per capire bene le tue intenzioni reali.

Se alla fine delle tue riflessioni, sei convinta di agire per il massimo bene tuo e dell’altra persona, allora vai, offri il tuo aiuto.
Ma se hai dei dubbi, se ti viene in mente che forse la persona sta imparando qualcosa, o se forse non sai tutto su questa persona e la sua situazione, allora potresti aspettare ancora.

Di solito, preferisco parlare con la persona e chiederle direttamente se ha bisogno d’aiuto.
In questo modo, mi sono accorta che molti non sanno o non osano chiedere aiuto, e succede più spesso di quanto tu creda. Oppure le sue informazioni sono limitate e non sa fare le cose in modo diverso, per cui se gliene parli, potrebbe ascoltarti e ringraziarti. E, soprattutto, potrebbero essere sufficiente poche parole per dar un grande aiuto.

Con consenso o senza consenso?

Ritorniamo al consenso prima di fare Reiki. Tu, di solito, lo chiedi?
Ovviamente se la persona viene da te e chiede un trattamento, il suo consenso implicito.
Se però vedi una persona in difficoltà o che sta male, e si trova lontano da te, le chiedi l’autorizzazione ad inviarle Reiki? Se ti dice di si, allora fai Reiki e andrà tutto bene. Ma se ti dice di no, vuol dire NO!

Ho incontrato molte persone che affermano di connettersi all’anima o al Sé Superiore dell’altra persona in modo da superare il “no” ricevuto.

Quando sento queste parole, penso che le persone chi agisce in quel modo non stia affatto aiutando, ma stia soltanto interferendo contro il volere dell’altra persona.
Mi sono resa conto che:
non capiscono che stanno interferendo (forse, il loro Master Reiki non ha fornito le informazioni adeguate durante la formazione di 2° livello di Reiki, oppure non le hanno ascoltate e non le stanno rispettando);
sanno di interferire, ma decidono comunque di farlo perché si credono più brave o più importanti degli altri.

Accetta la scelta altrui

Alla luce di quanto esposto sopra, io preferisco rispettare il volere di chi mi dice di no e non immischiarmi in una situazione che non mi riguarda.

Se anche tu ti sei trovato in una situazione simile, stai ricevendo un chiaro segnale che la persona vuole agire come preferisce per la sua vita. E anche se la tua offerta viene veramente dal cuore, devi accettare che l’altra persona potrebbe non essere ancora pronta per ricevere il tuo aiuto.

Conoscere le leggi dell’Universo

Inoltre, quando invii Reiki malgrado il rifiuto dell’altra persona, non conosci quali conseguenze karmiche potrebbero mettersi in moto e ritornare verso di te, che sia in questa vita o in altre vite. Queste conseguenze possono derivare dalla Legge della Causa ed Effetto, dalla Legge del Karma, dalla Legge della Sfida… in realtà, non lo sappiamo, perché le Leggi dell’Universo sono davvero numerose e ogni autore le chiama in modi diversi.

Una cosa sicura è che l’Universo è regolato da Leggi immutabili e imparziali che si applicano sempre e ovunque, per tutti, senza distinguere il colore della pelle, il credo, il rango sociale, il lavoro svolto o le opinioni.
Queste leggi affermano che la persona che invia Reiki a distanza a qualcuno senza aver ricevuto il permesso di farlo dovrà riparare in qualche modo il suo operato.

Questo perché l’Universo tende sempre all’equilibrio e, pertanto, questa persona – un giorno o l’altro, anche in un’altra vita – incontrerà una o più persone che la metteranno davanti ad una situazione in cui il suo libero arbitrio verrà violato.
Queste sono le lezioni delle anime, quelle che tutti noi abbiamo scelto di imparare quando ci siamo incarnati in modo da agevolare l’evoluzione delle nostre anime. .

Reiki e il libero arbitrio

Il libero arbitrio delle anime

In quanto anima incarnata in un corpo fisico, hai il libero arbitrio di scegliere le tue lezioni spirituali e di poter viverle, imparare da esse o di evitarle.
E’ così per tutti noi, qui sulla Terra!

Per cui, se invii Reiki sapendo di aver ricevuto un rifiuto, stai violando consapevolmente il libero arbitrio dell’altra persona.

Davanti all’insistenza di alcune persone, mi chiedo:
– se tu rifiutassi l’aiuto di una persona e lei insistesse per dartelo comunque agendo contro il tuo volere?
– Cosa penseresti? Che cosa faresti?
– E se venissi a conoscenza di aver ricevuto Reiki senza averlo richiesto, come ti sentiresti?

A me non piacerebbe, affatto! E credo che non piacerebbe nemmeno a te.

Soprattutto se ti trovi in una situazione in cui hai bisogno di tempo per elaborare alcune emozioni (un lutto, per esempio) e una persona ti “costringe tuo malgrado” a ricevere Reiki. Riesci ad immaginare le conseguenze?

Molti tra noi scelgono di vivere delle sfide difficoltose perché hanno deciso – prima di incarnarci – di imparare alcune lezioni difficili che servono al progresso della nostra anima. A volte si deve toccare il fondo prima di risalire e stare meglio, e questo può essere fatto in molti modi: a livello finanziario, nelle relazioni, con alcune malattie, ecc.

Fino a quando una persona non ha raggiunto questo stadio, potrebbe rifiutare l’aiuto offerto perché sa a un livello più profondo (quello dell’anima, anche se non lo sa spiegare) che non ha ancora imparato la lezione.

Altre possibilità per aiutare con il Reiki senza il consenso

Se hai Reiki

Ora condivido con te alcuni esempi che potrai adattare alla situazione che in cui ti trovi in modo da poter aiutare qualcuno con il Reiki anche se lei non ti avrà dato il suo consenso.
Il consenso non è richiesto se una persona è incosciente o in stato comatoso. Quando si sveglierà, potrai chiedere se accetta ancora il tuo aiuto energetico.

Una delle modalità che preferisco è quella di inviare Reiki ad una situazione generale, determinando qual è questa situazione nel suo insieme e sempre con l’intendo di inviare Reiki “per il massimo bene di tutte le persone coinvolte”.

Un caso particolare è quello dei bambini di meno di 5/8 anni: puoi dare loro Reiki solo previo il consenso dei genitori. E quando un genitore non dà il proprio consenso, non si invia.
Di solito, in questi casi, è più importante “lavorare” sui genitori. Così puoi chiedere loro se vorrebbero ricevere un trattamento di Reiki, ma alla fine, rispetta la loro decisione.

Se non hai Reiki

Inoltre, potresti scegliere di non utilizzare il reiki e invece focalizzarsi per inviare un raggio di Luce ed Amore.
E’ una cosa che faccio quando incrocio un’ambulanza o un incidente per strada. Non conoscendo né le persone, né le cause o altre dinamiche della loro situazione, mi centro e mi sintonizzo sull’energia e l’intento necessari per inviare solo Luce ed Amore alla situazione, sempre per “il massimo bene e nel rispetto di tutti”.

Se non hai Reiki, non sai come inviare Luce ed Amore, puoi inviare una preghiera. Il potere della preghiera è immenso e non va mai sottovalutato, esattamente come il rispetto delle decisioni altrui.

Infine, invoca gli Angeli! Puoi sempre chiedere aiuto all’Arcangelo Raffaele, in ogni situazione di emergenza e ottenere la sua guarigione. Mentre chiama a te l’Arcangelo Michele per proteggere te stessa, i tuoi cari, un luogo e una situazione.

Conclusione

Avrai capito che non sono a favore dell’inviare Reiki a distanza senza il consenso espresso della persona che lo riceverà! 😉

Penso comunque che ognuno sia libero di scegliere per se stesso e di vivere la propria vita come preferisce, a partire dal momento in cui questo non danneggerà o invaderà la vita altrui.

Tu cosa fai? Invii Reiki con o senza il consenso? Sarei felice di conoscere la tua opinione in merito, scrivi qui sotto nei commenti, perché sono sicura che potrai aiutare altre persone a riflettere e farsi un’idea personale sull’argomento.

A presto, con tanta Luce,
Nathalie

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Grazie!

2 commenti su “Reiki e il consenso”

  1. Buongiorno. Mi è stato indicato da alcuni maestri spirituali, che ad ogni modo il Reiki interferisce sempre sul karma della persona che lo riceve anche se quest’ultima dà il consenso. Tale affermazione mi è stata motivata, spiegandomi che se a una persona arriva una malattia, o una situazione sgradevole, quest’ultime sarebbero collegate al suo karma che deve bruciare e quindi “motivate”. Portando il Reiki, quindi, sarebbe come dare una scorciatoia, non permettendo al ricevente di arrivare alla consapevolezza della causa che ha generato il “problema” e quindi inficiando la possibilità di elevarsi. Nel senso che se una persona viene aiutata con il Reiki, molto probabilmente se non ha compreso l’origine diciamo esoterica, avrà sicuramente una ricaduta a meno di un cambiamento sostanziale nei comportamenti che creavano karma negativo.

    Diversamente, un maestro Reiki, mi ha detto che il Reiki può anche non andare a buon fine se “il massimo bene di tizio” non è quello di guarire ad es…Il trattamento Reiki andrebbe solamente a portare del benessere o sostegno nell’affrontare la situazione.

    Nella speranza di essere riuscito a farmi capire, chiedo un gentile un Vs. parere.
    Cordialità,
    Giovanni

    1. Buongiorno Giovanni, penso anch’io che il Reiki influisca sul Karma, anche perché tutto influisce sul nostro karma: le nostre emozioni, i nostri pensieri, le nostre azioni e reazioni, le persone che entrano nella nostra vita, ecc. Il fatto di chiedere il consenso prima di un trattamento di Reiki permette alla persona che lo desidera di scegliere cosa fare con la sua vita, in modo più consapevole.
      Cordialmente, Nathalie

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