Reiki e il consenso

Reiki e il consenso

Ho notato che le tecniche olistiche hanno tutte un aspetto comune: non siamo autorizzati ad aiutare un’altra persona senza il suo diretto consenso. Eppure questa regola è probabilmente la più trasgredita di tutte, per cui ho voluto affrontare in questo articolo il Reiki e il consenso.

Perché non si vuole chiedere il consenso

Moltissime persone si arrendono al piacere di voler aiutare gli altri contro la loro volontà e questo risulta essere una violazione del libero arbitrio, nonché una non-comprensione delle Leggi del l’Universo. In effetti, le conseguenze possono essere importanti:
– sia per chi riceve l’energia non richiesta,
– sia per chi ha inviato energia senza essere autorizzato.

Il desiderio di aiutare

La prima domanda che mi pongo è: perché vogliamo dare il nostro aiuto, dare Reiki a distanza, anche se non ci viene espressamente richiesto?

Nella nostra società, il desiderio di aiutare gli altri è considerato una qualità. Ma quando questo non ci viene chiesti, è una faccenda del tutto diversa!

Se analizziamo il motivo profondo del nostro desiderio di dare aiuto, dentro di noi possiamo riconoscere che, questo desiderio, in realtà deriva dal voler stare bene con noi stessi. Sì, siamo sinceri, vogliamo sentirci importanti, e in questi casi solo ricevere gratitudine. In qualche modo, la nostra ragione potrebbe nascondersi dietro al voler sentirsi superiori: “tu non riesci ad aiutare te stesso, ma io so di poterti aiutare!”

Il voler cambiare l’altro

Un altro motivo potrebbe essere il fatto di aver riconosciuto nell’altra persona un aspetto di lei che noi non accettiamo (o in parte o completamente) e, quindi, vogliamo “cambiarla”. Perché?

Perché tutto quello che vediamo negli altri è solo un riflesso di ciò che abbiamo dentro di noi. In altre parole, le persone della nostra vita ci fanno da specchio e ci rimandano tutto ciò che amiamo o non amiamo di noi stessi. Partendo da questo punto di vista, quando inviamo Reiki senza consenso, non è tanto che vogliamo cambiarlo l’altro, credo che vorremmo cambiare quell’aspetto dell’altro che sappiamo di avere anche noi e che in quel momento non accettiamo. Per cui ci sentiamo autorizzati ad interferire con il libero arbitrio degli altri.

Le parole tipiche che vengono pronunciate in questi casi sono: “Lo faccio per il tuo bene”. Inoltre, la persona che riceve il nostro “non gradito aiuto” si pone in una posizione di difesa e riduce quindi il potenziale beneficio che potrebbe ricevere.  

Le conseguenze karmiche del fare Reiki senza il consenso

La seconda domanda è: quali sono le conseguenze a livello karmico quando invii Reiki a distanza senza il consenso dell’altra persona?

Quello che forse non sai

Prima di tutto, penso che le persone che lo fanno non stiano affatto aiutando, ma stano soltanto interferendo e mi sono anche resa conto che:
non sanno di interferire (il loro Master Reiki non ha fornito le informazioni adeguate durante la formazione di 2° livello, oppure non le hanno ascoltate e non le stanno rispettando);
sanno di interferire e decidono comunque di farlo perché si credono più brave o più importanti degli altri.

Accettare la scelta altrui

Una situazione tipica è quando offriamo ad una persona di inviarle Reiki e quest’ultima non lo vuole. In questi casi, stiamo ricevendo un chiaro segnale che dobbiamo rispettarla. Anche se la nostra offerta viene veramente dal cuore, dobbiamo accettare che l’altra persona potrebbe non essere ancora pronta per ricevere il nostro aiuto.

Le leggi dell’Universo

Quando inviamo Reiki malgrado un rifiuto ricevuto, non conosciamo quali conseguenze karmiche potrebbero mettersi in moto, che sia in questa o in altre vite. Queste conseguenze possono derivare dalla Legge della Causa ed Effetto, dalla Legge del Karma, dalla Legge della Sfida… in realtà, non lo sappiamo.

Una cosa sicura è che l’Universo è regolato da Leggi immutabili e imparziali che si applicano sempre e ovunque, per tutti, senza distinguere il colore della pelle, il credo, il rango sociale, il lavoro svolto o le opinioni. La persona che invia Reiki a distanza senza permesso dovrà riparare in qualche modo il suo operato.

L’Universo tende sempre all’equilibrio, pertanto questa persona – un giorno o l’altro, anche in un’altra vita – incontrerà una o più persone che la metteranno davanti ad una situazione in cui il suo libero arbitrio verrà violato. Sono le lezioni delle anime, quelle che tutti noi abbiamo scelto di imparare quando ci siamo incarnati.

Reiki e il libero arbitrio

Quando violi il libero arbitrio dell’altro

Per cui, se inviamo Reiki sapendo di aver ricevuto un rifiuto, stiamo violando consapevolmente il libero arbitrio dell’altra persona.
E mi chiedo: se tu rifiutassi l’aiuto di una persona e lei insistesse per dartelo comunque agendo contro il tuo volere? Cosa penseresti? Che cosa faresti? Io non ne sarei contenta, proprio no! E tu?

Ho incontrato molti operatori aggirare questo quesito “chiedendo il permesso al Sé Superiore” di un’altra persona per poterle inviare il Reiki. Anche questo corrisponde ad una violazione del libero arbitrio, perché non è un consenso consapevole.

Quando ricevi un aiuto non richiesto, come ti senti? Per esempio, ti trovi in una situazione in cui hai bisogno di tempo per elaborare alcune emozioni (un lutto, per esempio) e una persona ti “costringe tuo malgrado” a ricevere Reiki. Cosa ne pensi, come reagiresti e riesci ad immaginare le conseguenze?

Molti tra noi scelgono di vivere delle sfide difficoltose perché hanno deciso – prima di incarnarci – di imparare alcune lezioni difficili che servono al progresso della nostra anima. A volte si deve toccare il fondo prima di risalire e stare meglio, e questo può essere fatto in molti modi: a livello finanziario, nelle relazioni, con alcune malattie, ecc.

Fino a quando una persona non ha raggiunto questo stadio, potrebbe rifiutare l’aiuto offerto perché sa a un livello più profondo (quello dell’anima, anche se non lo sa spiegare) che non ha ancora imparato la lezione.

Forzando qualcuno a ricevere Reiki, non solo violiamo le scelte della sua anima, del loro Sé Superiore o della sua personalità, ma affermiamo anche che non siamo veramente presente per lei, perché stiamo giudicando sia lei che la sua vita.

Altre possibilità di aiutare con il Reiki e il consenso

Ti do alcuni esempi che dovrai adattarli alla situazione che in cui ti trovi:
– il consenso non è richiesto se una persona è incosciente o in stato comatoso;
– puoi aiutare i bambini (meno di 5/8 anni) previo il consenso dei genitori. E quando un genitore non dà il proprio consenso, non si invia. Di solito, è più importante “lavorare” sui genitori, si può chiedere loro se vogliono ricevere l’energia e, alla fine, si rispetta la loro decisione.

La modalità che preferisco è quella di inviare Reiki alla situazione generale, determinando la situazione nel suo insieme e l’intendo di inviare Reiki “per il massimo bene di tutte le persone coinvolte”.

Un’altra modalità, che si può utilizzare senza inviare Reiki, è quella di focalizzarsi ed inviare un raggio di Luce ed Amore. Lo faccio quando incrocio un’ambulanza o un incidente per strada. Non conosco le persone, né le cause e altre dinamiche della loro situazione; per cui, anche se sto guidando e non posso utilizzare le mani, mi centro e trovo quell’energia e intento necessari per inviare solo Luce ed Amore alla situazione, sempre per “il massimo bene e nel rispetto di tutti”.

Se non hai Reiki, non sai come inviare Luce ed Amore, puoi inviare una preghiera. Il potere della preghiera è immenso e non va mai sottovalutato. Come il rispetto delle decisioni altrui.

Se vuoi imparare correttamente a fare Reiki

Se vuoi saperne di più, è possibile imparare o proseguire la tua formazione per gestire sempre meglio l’energia del Reiki, iscrivendoti a un corso di Reiki UsuiMoney ReikiKarmic Reiki e/o Reiki degli Angeli.
Oppure contattami direttamente.
Nei corsi non spiego solo la tecnica, ma anche l’etica, la leggenda, la storia… tutte informazioni utili per non trovarti in difficoltà.

A presto,
Nathalie

2 commenti su “Reiki e il consenso”

  1. Buongiorno. Mi è stato indicato da alcuni maestri spirituali, che ad ogni modo il Reiki interferisce sempre sul karma della persona che lo riceve anche se quest’ultima dà il consenso. Tale affermazione mi è stata motivata, spiegandomi che se a una persona arriva una malattia, o una situazione sgradevole, quest’ultime sarebbero collegate al suo karma che deve bruciare e quindi “motivate”. Portando il Reiki, quindi, sarebbe come dare una scorciatoia, non permettendo al ricevente di arrivare alla consapevolezza della causa che ha generato il “problema” e quindi inficiando la possibilità di elevarsi. Nel senso che se una persona viene aiutata con il Reiki, molto probabilmente se non ha compreso l’origine diciamo esoterica, avrà sicuramente una ricaduta a meno di un cambiamento sostanziale nei comportamenti che creavano karma negativo.

    Diversamente, un maestro Reiki, mi ha detto che il Reiki può anche non andare a buon fine se “il massimo bene di tizio” non è quello di guarire ad es…Il trattamento Reiki andrebbe solamente a portare del benessere o sostegno nell’affrontare la situazione.

    Nella speranza di essere riuscito a farmi capire, chiedo un gentile un Vs. parere.
    Cordialità,
    Giovanni

    1. Buongiorno Giovanni, penso anch’io che il Reiki influisca sul Karma, anche perché tutto influisce sul nostro karma: le nostre emozioni, i nostri pensieri, le nostre azioni e reazioni, le persone che entrano nella nostra vita, ecc. Il fatto di chiedere il consenso prima di un trattamento di Reiki permette alla persona che lo desidera di scegliere cosa fare con la sua vita, in modo più consapevole.
      Cordialmente, Nathalie

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